Il Brescia Calcio è ufficialmente fallito. Con la sentenza emessa dal Tribunale di Brescia si chiude, forse, definitivamente la parabola della società guidata negli ultimi anni da Massimo Cellino, mettendo, probabilmente, la parola fine nel giorno del suo compleanno a una delle pagine più dolorose della storia sportiva bresciana. E i soldi che il Brescia avrebbe dovuto incassare per la cessione di Tonali al Tottenham (circa 4 milioni) finiranno in un fondo Fifa. Il tracollo è stato il punto di arrivo di una crisi economica e gestionale avviata nel 2025. La mancata copertura delle scadenze federali e fiscali ha portato prima all’esclusione dal calcio professionistico e poi all’apertura della procedura di liquidazione giudiziale, culminata con la dichiarazione di fallimento di oggi. Il Brescia Calcio aveva dei debiti pari a circa 20 milioni: la riattivazione della matricola datata 30 giugno non è bastata.
A far discutere negli ultimi anni è stata anche la gestione delle risorse economiche. In particolare, i milioni incassati appunto dalla cessione di Sandro Tonali al Milan e successivamente i bonus maturati con il trasferimento del centrocampista al Newcastle, circa 6 milioni, non sono bastati a garantire la stabilità finanziaria del club. Una situazione che ha alimentato interrogativi e polemiche tra tifosi e addetti ai lavori. Per quanto riguarda il fronte sportivo invece non sarà più possibile riscuotere i soldi della cessione di Tonali al Tottenham, che finiranno in un fondo Fifa. Si chiude qui anche la questione della V bianca: l’Union di Pasini aveva acquistato il marchio del Brescia di Corioni e ora Cellino non potrà più fermare l’utilizzo del simbolo sulle maglie.












