di

Sergio Donato

100 robot a disposizione, a turno, che si possono comandare online in tre attività precise. È il test con il quale la startup Enigma si è mostrata al pubblico. Vuole capire come le persone vogliono controllare i robot, ma è più una trovata di marketing

Finora era rimasta nascosta nella sua “modalità riservata” (in gergo, “stealth”) ma adesso la startup di physical AI Enigma è uscita allo scoperto annunciando un finanziamento da 71 milioni di dollari e un esperimento aperto al pubblico: oltre 100 robot controllabili via internet in Israele e California.

La startup israelo-americana, infatti, non vuole costruire un robot proprio, ma un'infrastruttura software indipendente dall'hardware: modelli per la robotica, un livello di astrazione che li adatta a piattaforme diverse, e interfacce per dare istruzioni senza teleoperazione complesse o prompt lunghi. La startup quindi userà le interazioni per capire quale sia il modo più naturale di impartire ordini alle macchine e per addestrare i propri modelli.