Una notte di mezza estate, il pavimento a scacchi della Sala di Diana alla Reggia di Venaria e le geometrie barocche di un palazzo reale. Non poteva esserci cornice più coerente per celebrare l’approdo ufficiale in Italia con Olfattorio di Parfums de Marly, la maison di alta profumeria che in soli quindici anni ha scalato le classifiche globali fino a diventare il secondo profumo più venduto al mondo. Un successo che affonda le sue radici nell’estetica della corte di Luigi XV e del Château de Marly, ma che oggi si traduce in un impero finanziario e in un fenomeno di costume capace di unire le star di Hollywood alla Generazione Z. A raccontarci la genesi e i numeri di questa ascesa è Patrice Béliard, CEO di Artessence Group, incontrato proprio durante la cena di gala alla Venaria Reale, evento che ha sancito la partnership distributiva con Olfattorio.

L’intuizione di Julien Sprecher e la nascita di un impero

All’origine di questo fenomeno c’è la visione di Julien Sprecher. Ventenne, Sprecher si era trasferito a Dubai creando un’azienda di distribuzione di profumi di grande successo. Capendo però i rischi di lavorare solo per marchi altrui, decise di fondare la propria maison. “Lui era vissuto a Marly-le-Roi, una cittadina attaccata a sud di Versailles, ed è un grandissimo appassionato della storia francese del XVIII secolo“, spiega Béliard. “Gli è venuta l’idea di creare Parfums de Marly, ma l’ha fatto in modo controtendenza. In quegli anni la nicchia proponeva solo profumi unisex, con nomi lunghissimi di due righe e l’attenzione fissata solo sugli ingredienti. Lui ha voluto prendere una posizione opposta: profumi con una forte connotazione di genere, femminile o maschile, con nomi corti e flaconi iconici, curvi e colorati per le donne, squadrati per gli uomini. Ha detto: voglio creare dei profumi che abbiano un genere, quindi per le donne e per gli uomini. Piuttosto che avere dei nomi allucinanti, preferisco avere nomi abbastanza corti che facciano riferimento al XVIII secolo e delle bottiglie che siano molto riconoscibili. Quindi per una donna una bella bottiglia un po’ curvata in cui ogni profumo avrà il suo colore, e per gli uomini una bottiglia un po’ più squadrata, un po’ più maschile in cui ogni profumo avrà la sua storia”.