A giugno OpenAI ha portato il listino del suo modello di punta a 5 dollari per milione di token in ingresso e 30 in uscita, quasi il triplo del GPT-5 lanciato appena dieci mesi prima. A luglio Anthropic ha presentato Claude Fable 5 a 10 e 50 dollari, il modello più costoso della sua storia recente. Per chi segue il settore da qualche anno è una notizia strana: i prezzi dell’intelligenza artificiale, finora, erano solo crollati, e non di poco.Il token è l’unità di misura con cui si vende l’AI: un milione di token corrisponde a circa 750mila parole. Nel novembre 2021 farsi generare un milione di token dal miglior modello disponibile, GPT-3, costava 60 dollari, come documenta Epoch AI. Oggi esistono modelli molto più capaci di quello che costano mezzo dollaro. Due ordini di grandezza in meno di cinque anni: nessun altro bene, nella storia industriale recente, si è svalutato a questa velocità.Eppure, proprio mentre il prezzo del prodotto precipitava, l’industria che lo produce ha messo in piedi il più grande ciclo di investimenti della storia tecnologica, con 770 miliardi di dollari di spesa attesi nel solo 2026. Mai nessuno aveva speso così tanto per vendere qualcosa che vale ogni giorno di meno.Indice degli argomenti
Il paradosso dell’AI: prezzi in calo, investimenti alle stelle - Agenda Digitale
I modelli di intelligenza artificiale costano sempre meno, ma le aziende tecnologiche continuano a investire cifre record in chip e data center. A sostenere il sistema sono l’aumento dei consumi e il prezzo più alto pagato per i modelli migliori
OpenAI e Anthropic invertono la deflazione portando i modelli a $10-17/milione token, mentre open-weight (DeepSeek) restano sotto 50 centesimi. Le big tech spendono $770 miliardi in capex annuali con Amazon oltre la cassa, trasferendo il rischio nel sistema finanziario.








