Giovanni Malagò ha scelto di affidare la panchina della Nazionale italiana a Roberto Mancini. Suo malgrado.Il fatto che sia stato scelto prima il ct del direttore tecnico della Nazionale dice però molto su quel che verrà. La Figc probabilmente non rivoluzionerà alcunché, proverà a mediare, a sistemare ciò che macroscopicamente non va. Tutto il resto verrà improvvisato strada facendo. Il calcio italiano, d’altra parte, aveva risposto assai male a chi con piglio autorevole e mano ferma aveva indicato la via. Ci si appella sempre a un po’ di democrazia nelle scelte quando i cambiamenti mettono in crisi un equilibrio di stasi dove nessuno perde davvero sebbene in pochi ci guadagnino.E così a mettere a posto i cocci ci dovrebbe pensare un uomo di calcio signorile, ma capace di fare bene le cose che fa: Claudio Ranieri. Uno che alza la voce solo quando è necessario, che sa ascoltare, mediare, consolare, ma ha anche il piglio dell’uomo di comando, senza però farlo vedere. Il presidente della Figc aveva pensato a lui già nei giorni precedenti alla nomina, poi aveva provato l’azzardo.Giovanni Malagò ha capito, a sue spese e suo malgrado, che era meglio non traumatizzare nessuno, provare a cambiare le cose senza che chi ha il timore di perdere un briciolo di potere effimero se ne accorga davvero.Funzionerà? Le cose nel calcio italiano si sono sempre aggiustate senza grossi scossoni, per evoluzione naturale delle cose. Però ci sono meno giovani, la popolazione invecchia e gli altri sport crescono per blasone e iscritti.