Nel periodo ebitda margin record al 17,7%

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il Cda di Piaggio, riunitosi oggi sotto la presidenza di Matteo Colaninno, ha esaminato e approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 che riflette una crescita dell’utile netto dell’1% a 30,4 milioni di euro, contro i 30,1 milioni di euro registrati al 30 giugno 2025. In crescita dell’1% anche l’ebitda a 148,6 milioni di euro (da 147,1) mentre i ricavi netti consolidati sono stati pari a 880,1 milioni di euro a cambi costanti, 841,9 milioni di euro a cambi correnti (rispettivamente +3,2% e -1,2% rispetto agli 852,5 milioni di euro al 30 giugno 2025).

Nel secondo trimestre del 2026 il buon andamento delle vendite ha fatto registrare al Gruppo Piaggio ricavi consolidati pari a circa 515,3 milioni di euro a cambi costanti, in crescita circa del 7% (500,2 milioni di euro a cambi correnti). Le spese operative sostenute nel semestre infine sono risultate pari a 191,6 milioni di euro (da 188,5) mentre l’indebitamento finanziario netto al 30 giugno risulta pari a circa 481,7 milioni di euro (577,6 al 31 dicembre 2025 e 534,7 al 30 giugno 2025). “Per il secondo trimestre consecutivo il Gruppo Piaggio ha registrato un incremento dei veicoli venduti nel mondo - spiega l’amministratore delegato Michele Colaninno - un risultato in controtendenza rispetto agli scorsi anni, che porta sicuramente positività in uno scenario geopolitico globale ancora dominato dall’incertezza. Considerando l’intero semestre, le vendite sono incrementate dell’8,5% e i ricavi del 3,2% a cambi costanti, grazie al proficuo lavoro svolto in tutte le consociate nel mondo. Anche la continua ricerca del miglioramento della produttività ha permesso di registrare la crescita di tutti gli indicatori finanziari, con il raggiungimento del migliore Ebitda margin di sempre (17,7%). Questo si è tradotto in una buona generazione di cassa, che ha permesso di ridurre ulteriormente il debito, consentendoci di esser ben attrezzati qualora si dovessero affrontare eventuali spinte inflazionistiche da qui alla fine dell’anno, generate dai conflitti e dalle ampie tensioni del contesto internazionale".