La Ue ha discusso l'introduzione di restrizioni di viaggio per l'epidemia di Ebola in Africa, ma Ursula von der Leyen ha optato per la vigilanza, non escludendo future misure.

La Commissione Europea ha discusso dell'opportunità di introdurre restrizioni ai viaggiatori provenienti dagli Stati dell'Africa centrale colpiti dall'epidemia causata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola, ma la presidente Ursula von der Leyen ha deciso di continuare come oggi, con un'attenta "vigilanza" sull'evolversi della situazione, non escludendo misure più stringenti in futuro.

La discussione, come risulta dal verbale consultato dall'Adnkronos, è avvenuta nella riunione del collegio dei commissari del 27 maggio scorso a Bruxelles, quando i decessi provocati dal virus erano poco più di cento (oggi hanno superato quota 1.400).

La commissaria alla Gestione delle crisi Hadja Lahbib ha sottolineato "la difficoltà di ottenere stime realistiche e di contenere la diffusione del virus nella regione colpita", data l"'instabilità politica e la notevole pressione esercitata dalla popolazione locale sulle squadre mediche". Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), il rischio associato al ceppo Bundibugyo di Ebola è "molto alto" a livello nazionale nella Repubblica Democratica del Congo, "alto" a livello regionale e "basso" a livello globale, inclusa l'Unione Europea. L'Oms elevò il rischio per il Sars Cov-2 a livello globale ad "alto" il 26 gennaio 2020, meno di un mese prima che si scoprisse che il virus si era già diffuso in Val Padana.