Un banale errore di battitura (typo) compiuto durante la stesura di un mandato giudiziario ha causato la condanna e l'incarcerazione di un cittadino canadese del tutto innocente per un periodo di 18 mesi. Il caso, che coinvolge le autorità di polizia statunitensi e il sistema giudiziario canadese, solleva profondi interrogativi sull'accuratezza delle procedure d'indagine digitale e sull'assenza di adeguati controlli incrociati prima dell'emissione di provvedimenti restrittivi.

La vicenda riguarda Brandon Klayme, cittadino residente in Nuova Scozia. Durante un'indagine legata a gravi reati di abusi sessuali su minori, gli agenti del Dipartimento di Polizia del Wisconsin hanno inoltrato una richiesta formale alla piattaforma di messaggistica istantanea Kik Messenger per ottenere i dati identificativi del titolare di un account. Tuttavia, nell'atto ufficiale, è stato commesso un errore di digitazione: è stato richiesto il profilo con l'username fus_ro_dah anziché quello del reale sospettato, caratterizzato dall'handle fus__ro_dah.

La differenza, minima sul piano visivo ma sostanziale sul piano informatico, riguarda un singolo carattere di sottolineatura (underscore) anziché due. Il provider ha fornito le informazioni associate all'account effettivamente richiesto nell'atto giudiziario, ovvero quello di Klayme. Ricevuti i dati, le autorità americane li hanno trasmessi alla polizia canadese per procedere con gli atti d'indagine sul territorio di competenza.