Pubblicato il: 28/07/2026 – 10:58
COSENZA I dati contenuti nella Relazione al Parlamento sulle dipendenze 2026 delineano un profondo mutamento nelle abitudini di consumo e nei rischi per la salute, se da un parte la cocaina guida le emergenze sanitarie, dall’altra, nei più giovani esplodono le nuove sostanze sintetiche e le dipendenze comportamentali. Qualcuno confessa di non fermarsi al cicchetto di un superalcolico o ad una “striscia” di polvere bianca, ma vuole di più. aveva sottolineato in una intervista al Corriere della Calabria il direttore del SerD di Cosenza, Roberto Calabria.
I pericoli delle nuove sostanze
Il dato sanitario ed epidemiologico più marcato riguarda l’imponente affermazione della cocaina e della sua forma fumabile, il crack. Queste sostanze, vengono immesse sul mercato con livelli di purezza mai registrati in passato. La cocaina – come emerge dal report – rappresenta la causa principale di accesso per i nuovi utenti che si rivolgono ai servizi pubblici di cura, arrivando a coprire circa un terzo dell’intera casistica di ricoveri ospedalieri per intossicazione acuta e un terzo dei decessi accertati correlati all’uso di stupefacenti. Il secondo fronte critico riguarda la popolazione studentesca e giovanile. Sebbene i consumi di cannabis mostrino un lieve ridimensionamento tra i ragazzi dai 15 ai 19 anni, oltre un quarto degli studenti italiani dichiara di aver utilizzato almeno una sostanza illecita nel corso dell’anno. A destare la maggiore preoccupazione tra gli analisti è l’invisibilità e la rapidità di diffusione delle Nuove Sostanze Psicoattive (NPS). Con quasi cento differenti molecole sintetiche individuate sul territorio nazionale, prevalentemente cannabinoidi sintetici e catinoni, il mercato offre prodotti facilmente reperibili sul web, spesso consumati in combinazione con psicofarmaci ottenuti senza prescrizione medica. Le “nuove” sostanze dallo Shaboo al Fentanyl, hanno fatto capolino anche in Calabria. Sul punto aveva acceso i riflettori anche il procuratore di Cosenza, Vincenzo Capomolla: «Le droghe sintetiche presentano dei profili di pericolosità estremamente elevati, perché sono economicamente più accessibili e perché cambiano continuamente la loro composizione e intercettarle richiede un esercizio estremamente impegnativo».Anche in questo settore la Calabria figura tra le prime regioni d’Italia per volumi di sequestro di sostanze sintetiche in dosi e compresse, raccogliendo da sola il 21% dell’intero quantitativo intercettato a livello nazionale.






