Acate è scossa da una notizia che ha attraversato la comunità con la rapidità e la durezza delle cose che non si riescono ad accettare. Ida Castiglione, 48 anni, è morta a causa di un male incurabile. Lascia il marito e due figli. I funerali saranno celebrati mercoledì alle 11 nella chiesa Madre, dove in queste ore si prepara un saluto che sarà inevitabilmente carico di dolore e silenzio.
La vicenda di Ida non è purtroppo isolata. In provincia di Ragusa, negli ultimi anni, si sono registrate diverse morti legate a patologie oncologiche, spesso in età non avanzata, che hanno colpito famiglie, comunità, luoghi di lavoro. Ogni volta si ripete lo stesso copione: un nome, un’età, una storia spezzata, un paese che si ferma. E ogni volta riaffiora la domanda su quanto il territorio stia realmente facendo per affrontare un fenomeno che continua a incidere in modo significativo sulla salute pubblica.
Le statistiche nazionali parlano chiaro: l’incidenza dei tumori resta una delle principali cause di mortalità in Italia, con un peso che non accenna a diminuire. Anche nel Ragusano, nonostante gli sforzi della rete sanitaria, la percezione diffusa è che il numero di casi gravi continui a essere alto. Le autorità sanitarie mantengono alta l’attenzione, potenziando screening, campagne di prevenzione, percorsi diagnostici più rapidi. Ma la sensazione, nelle comunità locali, è che serva ancora di più: più informazione, più prossimità, più investimenti, più continuità nei servizi.






