FRIULI VENEZIA GIULIA - Dopo due anni di forte circolazione del morbillo in Italia, il 2026 si apre con un nuovo incremento dei casi. Il bollettino "Morbillo e rosolia news" dell'Istituto superiore di sanità registra 84 casi solo nel mese di gennaio, confermando che il virus continua a circolare soprattutto tra giovani adulti non vaccinati. Un dato che riaccende l'attenzione sulla necessità di mantenere alte le coperture vaccinali in tutte le fasce d'età. In questo quadro, il Friuli Venezia Giulia emerge come una delle poche regioni italiane a non aver segnalato alcun caso nel primo mese dell'anno.
Il report dell'Iss evidenzia come 73 dei 84 casi (86,9%) siano stati confermati in laboratorio, mentre tre risultano importati e due correlati a casi importati. La distribuzione geografica mostra una concentrazione molto marcata: sei regioni Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria rappresentano da sole il 96,4% delle segnalazioni. Le incidenze più elevate si registrano in Campania (90,4 casi per milione di abitanti), Puglia (52,7/milione) e Calabria (32,7/milione). Il Friuli Venezia Giulia, insieme a poche altre regioni, non riporta alcun caso, confermando una situazione epidemiologica più favorevole. DINAMICA Il profilo dei contagiati conferma una dinamica ormai nota: il 90,9% dei casi non era vaccinato, mentre solo un caso aveva ricevuto due dosi. Più di un terzo dei pazienti (35,7%) ha sviluppato almeno una complicanza, con polmonite ed epatite tra le più frequenti. Quasi la metà dei casi (46,4%) ha richiesto il ricovero ospedaliero e un ulteriore 22,6% una visita in pronto soccorso.IL CONTAGIO L'ambito di trasmissione, noto per 33 casi, conferma che il contagio avviene soprattutto in famiglia (57,6%), seguito dagli ambienti sanitari (27,3%), dove si registrano episodi di trasmissione nosocomiale o in ambulatorio. Non mancano casi legati a viaggi internazionali o al contesto lavorativo. Tra i contagiati figurano anche cinque operatori sanitari, quattro dei quali non vaccinati: un dato che l'Iss sottolinea come particolarmente critico, vista l'esposizione professionale e il rischio di trasmissione ai pazienti più vulnerabili. Il bollettino ricorda che il morbillo ha colpito duramente anche negli anni precedenti: 1.055 casi nel 2024, con un picco ad aprile, e 532 nel 2025, con due picchi in primavera. L'età mediana dei casi nel 2026 è di 28 anni, ma i tassi di notifica più elevati riguardano i lattanti sotto l'anno di età e i bambini tra 1 e 4 anni, le fasce più esposte alle complicanze e non ancora completamente protette dal ciclo vaccinale. Il quadro europeo conferma la persistenza del virus: nel 2025, 30 Paesi Ue/See hanno notificato 7.655 casi e otto decessi, con i tassi più alti nei neonati e nei bambini piccoli. Anche qui, quasi l'80% dei casi riguarda persone non vaccinate. NESSUNA SEGNALAZIONE In questo contesto, il Friuli Venezia Giulia si distingue per l'assenza di segnalazioni nel 2026, un risultato che riflette la solidità delle coperture vaccinali nei primi anni di vita e la capacità del sistema regionale di intercettare i recuperi. Ma il bollettino dell'Iss ricorda che la protezione di comunità richiede coperture elevate in tutte le fasce d'età: i casi tra giovani adulti non vaccinati dimostrano che il morbillo può tornare a circolare rapidamente quando la soglia del 95% non è raggiunta o mantenuta nel tempo.









