Un braccio ingessato non è bastato a impedirgli di rendersi protagonista di un gesto folle che, solo per una pura casualità, non ha avuto conseguenze ben più gravi. Individuato il “target”, seduto al tavolo di un locale di piazza Garibaldi, si è avvicinato insieme a un complice e con una mossa fulminea ha colpito con un pugno, sferrato alle spalle, la vittima designata. Dopodiché ha arraffato lo smartphone e ha provato a dileguarsi. Zoher El Massaoudi, venticinquenne clandestino originario del Marocco, non aveva però fatto i conti con il tempestivo intervento degli uomini della Squadra volanti del commissariato Vicaria-Mercato, che proprio in quel momento stavano pattugliando la zona della Ferrovia. La cattura, nonostante la resistenza del malvivente che non ha esitato ad aggredire gli agenti, è stata istantanea.

Napoli, nuove regole e orari per i locali nelle aree della movida cittadinaL’area a ridosso di piazza Garibaldi si conferma dunque ancora una volta tre le più “calde” della città. L’allarme è scattato poco prima dell’una di ieri notte. È a quell’ora, infatti, che l’attenzione della pattuglia della polizia di Stato è stata richiamata dalle urla disperate della vittima. La vicenda è stata rapidamente ricostruita. Il giovane straniero e il complice si erano avvicinati alla vittima, un cittadino italiano che stava consumando un kebab seduto al tavolino del locale, con un banale pretesto: chiedere se avesse qualcosa da offrire loro. Dopo pochi secondi, approfittando di un attimo di distrazione, il marocchino, nonostante il braccio ingessato, ha sferrato da dietro un pugno al malcapitato, tramortendolo. A quel punto ha afferrato il Samsung della vittima e insieme al “socio” ha provato a dileguarsi. La sua fuga è però durata ben poco.Gli uomini della Squadra volanti l’hanno subito raggiunto e bloccato, non prima però che il venticinquenne straniero colpisse anche loro con calci e gomitate. Raccolta la denuncia della vittima, rientrata poi in possesso del telefonino, il pregiudicato marocchino - conosciuto soprattutto per reati contro il patrimonio - è stato invece arrestato per rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Difeso dall’avvocato Fabio Quintaluce, si trova adesso in carcere in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto. L’episodio riaccende intanto i riflettori sul tema della sicurezza nell’area della stazione centrale di Napoli, teatro di costanti controlli ma anche di continui episodi di microcriminalità.