HomeFirenzeCronacaViaggio itinerante a Badia a Settimo ’Porta della città’, la storia in scenaDa stasera il teatro della memoria con la Compagnia delle Seggiole. Visitabile anche il Chiostrino degli AranciLa Compagnia delle Seggiole (foto d’archivio): oggi, domani e giovedì accompagna il pubblico alla scoperta dell’antica Abbazia dei Santi Salvatore e Lorenzo a SettimoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciAlla scoperta dell’antica Abbazia dei Santi Salvatore e Lorenzo a Settimo con la Compagnia delle Seggiole. Oggi, domani e giovedì – col doppio appuntamento alle 20,30 e alle 21,45 – la storica compagnia fiorentina propone ’Badia a Settimo. Porta della Città’, viaggio teatrale itinerante scritto da Marcello Lazzerini con regia di Sabrina Tinalli. Dopo il successo dei numerosi percorsi teatrali dedicati ai luoghi della storia fiorentina, la Compagnia delle Seggiole torna ad abitare uno dei complessi monumentali più affascinanti e meno conosciuti del territorio, con una produzione che mette al centro oltre mille anni di storia, spiritualità, arte e vita quotidiana. Attraverso il linguaggio del teatro itinerante, il pubblico sarà accompagnato all’interno dell’Abbazia di Badia a Settimo, fondata nel 998 e protagonista per secoli delle vicende religiose, economiche e culturali della Toscana. Un luogo che ha attraversato il Medioevo, il Rinascimento e l’età moderna mantenendo intatto il proprio straordinario patrimonio storico e monumentale. Il testo di Lazzerini è costruito come un viaggio nel tempo che attraversa le principali tappe della storia dell’Abbazia: la fondazione ad opera dei Cadolingi, l’arrivo dei monaci benedettini, il ruolo svolto dai Cistercensi e dai Vallombrosani, il rapporto con Firenze e il contributo determinante dato allo sviluppo del territorio circostante. Accanto alle vicende dell’Abbazia emergono figure, episodi e testimonianze che hanno segnato la storia di questo luogo straordinario. Monaci, nobili, uomini di chiesa e artisti restituiscono al pubblico il racconto di una comunità che per secoli ha rappresentato un punto di riferimento spirituale, culturale ed economico per tutta la regione. Tra le sue memorie più preziose emerge anche il legame con uno dei grandi protagonisti del Rinascimento fiorentino: Domenico Ghirlandaio.