L’estrema destra al governo nel nostro paese conferma, ogni giorno di più, le lezioni di Michel Foucault che, ribaltando il classico assunto di von Clausewitz (“la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”), spiegava che ormai è la politica ad essere la guerra continuata con altri mezzi. Una guerra interna intesa come regolatore dei rapporti di potere: “Siamo dunque in guerra gli uni contro gli altri; un fronte di battaglia attraversa tutta la società, continuamente e permanentemente, ponendo ciascuno di noi in un campo o nell’altro. Non esiste un soggetto neutrale. Siamo necessariamente l’avversario di qualcuno” (Bisogna difendere la società. Corso al Collège de France, 1975-1976). L’alimentazione di questa guerra permanente, con la costruzione progressiva di “nemici” interni, che si sommano ai “nemici” esterni, e la conseguente militarizzazione della società, è il principio fondamentale di tutte le destre estreme. Compresa quella al governo oggi in Italia.
L’ultimo nemico costruito in ordine di tempo sono gli adolescenti, dichiarati dal disegno di legge presentato dal governo sempre imputabili, salvo prova contraria, già dai quattordici anni, contraddicendo tutte le leggi dello sviluppo cognitivo ed emotivo. Così tutti gli adolescenti sono di fatto considerati potenziali criminali, senza alcun aumento significativo della criminalità minorile nel nostro Paese e senza prevedere alcuna misura educativa a relazioni nonviolente per prevenire episodi di violenza. “I dati disponibili” – scrive l’associazione Antigone – “non mostrano un’esplosione della criminalità minorile, ma piuttosto una progressiva espansione dell’allarme e della risposta penale. È proprio questa trasformazione ad avere già prodotto un sistema minorile sempre più affollato, più securitario e più distante dalla sua originaria funzione educativa”.








