Forteto, l’incaglio dei risarcimenti. Oltre l’annuncio della proposta di legge di Fratelli d’Italia di istituire un fondo destinato alle vittime della comunità-setta fondata da Rodolfo Fiesoli a cui venivano assegnati in affidamento bambini dal tribunale dei minori di Firenze, restano pendenti 17 cause presso il tribunale di Genova non ancora definite.
E dall’ultima udienza dello scorso maggio, dinanzi al giudice, la presidenza del Consiglio dei Ministri non ha fatto pervenire alcuna proposta ai legali, nonostante il prossimo appuntamento in aula sia dietro l’angolo: il 16 settembre.
Nell’ultimo verbale, firmato dal tribunale ligure (giudice dottoressa Raffaella Gabriel), le controparti pubbliche venivano invitate a presentare una "soluzione conciliativa solerte e seria" al fine di definire i procedimenti. Ma da quel momento silenzio, rotto soltanto dall’annuncio “parallelo“ della presentazione della proposta di istituzione del fondo.
Due mosse che stridono tra loro, secondo i legali, gli avvocati Marco Noferi e Giovanni Marchese, che ieri, con le colleghe Martina Noferi ed Eleonora Selmi, hanno indetto una conferenza stampa presso lo studio Cnttv.
"Soddisfatti per la proposta del governo di istituire un fondo da 7 milioni di euro per chi ha ricevuto poco o alcun indennizzo a causa della prescrizione. Ma siamo in attesa di una risposta sul risarcimento al processo che è in corso al tribunale di Genova", spiega Marchese, storico rappresentante dell’Associazione delle Vittime del Forteto. La causa è stata incardinata nel 2023 da 17 persone, tra ex minori affidati dal tribunale dei minori di Firenze alla comunità Forteto e loro familiari, contro la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Toscana. Il processo è stato più volte rinviato su iniziativa del Governo che sta lavorando a un’ipotesi di transazione. Cinque posizioni analoghe - quelle di due ’ex minori’ e dei relativi parenti - hanno già avuto un verdetto di primo grado, con risarcimenti che hanno superato il milione.






