I dati.28 luglio 2026 alle 00:34

Il virus ormai è endemico nell’Oristanese. Fra stagni e risaie, estati sempre più tropicali con temperature elevate e livelli di umidità da record, le zanzare proliferano e continuano a colpire. Finora l’anno nero della Febbre del Nilo è stato il 2025: in due mesi i casi avevano superato quelli registrati negli ultimi quattordici anni. Dal primo agosto a metà ottobre furono accertati 38 contagi e quattro vittime (c’era stato anche il decesso di una 86enne contagiata dalle zanzare, ma la morte – come comunicò la Asl - era dovuta ad altre patologie). Il primo a morire a causa della malattia trasmessa dalle zanzare era stato un 91enne di Ghilarza, poi una signora di 68 anni di Cabras, e ancora un pensionato di 80 anni di Santa Giusta infine un 77enne di Paulilatino. E un anno fa era stata allerta rossa anche nel resto d’Italia con numerosi casi non solo in Veneto e in Emilia Romagna ma anche nel Lazio e in Campania.

Ormai sembra non esserci una zona libera dal virus che fino al 2009 non era presente in Italia, solo dagli anni fra il 2011 e il 2012 è diventato endemico. Nell’Isola era stato isolato nell’estate 2011 (ci furono 4 contagi e due morti), da allora nell’Oristanese ha colpito due volte nel 2012, poi è rimasto latente fino al 2017 quando si erano registrati quattro casi. Altrettanti un anno dopo, quindi silenzio fino al 2022 fa quando i contagi erano stati sette (con tre decessi); due nel 2023 e uno nel 2024. (