Si è svolta oggi, negli spazi dell'aeroporto di Catania, l'audizione della IV commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell'Assemblea Regionale Siciliana sulla procedura di privatizzazione della Sac, la società che gestisce gli scali di Fontanarossa e di Comiso. Un passaggio che la stessa Sac, in una nota, ha detto di aver accolto con favore, definendolo un'occasione per «approfondire e chiarire l'iter avviato» nell'ambito della ricerca di un partner privato in grado di sostenere lo sviluppo dei due aeroporti con un piano industriale e un adeguato programma di investimenti.
Fuori dall'aula, però, la partita resta apertissima. A intervenire con un appello diretto è stato l'ex presidente della Regione e leader del Mpa, Raffaele Lombardo, che si è augurato che dal confronto in commissione, con tutti gli attori coinvolti, possa nascere «un ripensamento sull'iniziativa». Lombardo ha precisato di non contestare la legittimità della procedura, ma l'utilità stessa di cedere a un privato la gestione di quella che ha definito la più importante infrastruttura di trasporto della Sicilia.
Una vicenda che dura da mesi
La cessione di almeno il 51% del capitale sociale di Sac è frutto di un iter avviato nel 2022, quando i soci diedero il via libera al percorso. A maggio la società ha pubblicato il bando per la raccolta delle manifestazioni di interesse, che si è chiuso a metà giugno con quattordici grandi gruppi in corsa, tra cui Mundys (la ex Atlantia della famiglia Benetton, già a capo di Aeroporti di Roma), F2i, la francese Vinci Airports, l'argentina Corporacion America e Save. L'obiettivo dichiarato da Sac non sarebbe l'offerta economica più alta, ma l'individuazione di un partner industriale capace di garantire crescita e competitività allo scalo fino al 2049, anno di scadenza della concessione.







