Milano, 27 lug. (askanews) – I pastai di Unione italiana food, prendono posizione contro l’articolo pubblicato dalla Bbc sul tema dell’obesità infantile in Italia, ritenendo “importante riportare il dibattito su un piano rigorosamente scientifico”. Un articolo pubblicato due giorni fa dall’emittente pubblica britannica dal titolo “Pizza, pasta, patate, proteine: ecco come i bambini italiani sono diventati così sovrappeso”, descriveva dati alla mano come l’Italia, “per decenni considerata un modello di alimentazione sana”, oggi conti un numero crescente di bambini e adolescenti che convivono con l’obesità. “Il problema è particolarmente grave al Sud: in alcune zone della Campania, oltre il 40% dei bambini di otto e nove anni è in sovrappeso. La città di Ponticelli, alla periferia di Napoli, si è guadagnata la poco invidiabile reputazione di una delle capitali mondiali dell’obesità infantile – si legge nell’articolo – Si tratta di uno sviluppo sorprendente in un Paese a lungo considerato la patria spirituale della dieta mediterranea. Eppure, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità oggi i bambini italiani sono tra i più sovrappeso d’Europa”.
I pastai tuttavia obiettano che “le attuali evidenze non attribuiscono infatti alla pasta, né ad altri alimenti cardine della tradizione mediterranea, un ruolo causale nell’insorgenza del sovrappeso e dell’obesità infantile. Al contrario, la letteratura internazionale è concorde nel riconoscere che si tratta di fenomeni complessi e multifattoriali, influenzati dall’equilibrio complessivo della dieta, dagli stili di vita, dall’attività fisica e da molteplici fattori ambientali e comportamentali, piuttosto che dal consumo di un singolo alimento”.










