"Una stella non ha bisogno di spegnerne un'altra". Nelle parole di Alessio Carbone, già primo ballerino dell'Opéra di Parigi, c'è la filosofia di Stelle di Domani, il progetto di punta del nuovo corso del Balletto di Venezia. Un'idea nata con l'obiettivo di offrire un palcoscenico internazionale a diplomati eccellenti provenienti dalle migliori accademie di danza del mondo. Sabato 1 agosto il progetto, alla sua terza edizione, approda all'Open Air Stage di Orsolina28 Art Foundation, diretta da Simony Monteiro, con uno spettacolo che intreccia repertorio classico, neoclassico e creazione contemporanea nella cornice delle colline del Monferrato patrimonio Unesco. Un luogo privilegiato di residenza e creazione, dove i giovani danzatori possono lavorare a contatto con coreografi e maestri internazionali in un contesto unico. Quattordici talenti giovanissimi, età tra i 16 e i 18 anni, provenienti da realtà come l'École de Danse de l'Opéra de Paris, The Royal Ballet School e l'Accademia Teatro alla Scala si confronteranno con il lavoro di alcuni tra i più interessanti coreografi internazionali: Medhi Walerski, Simone Valastro, Ruaidhrí Maguire, Mauro De Candia, Daniel Proietto e Alexander Mockrish. "Abbiamo già realizzato diversi spettacoli tra Venezia, Dublino e Firenze e siamo felici di vedere quanto il progetto sia cresciuto. Quest'anno sei coreografi hanno creato lavori originali su misura per questi ragazzi" spiega Carbone. Un percorso arricchito dalla presenza di due icone della danza mondiale, Sylvie Guillem, nel ruolo di Maître de Ballet, e l'étoile Olga Smirnova. Nella selezione dei partecipanti Carbone guarda oltre la tecnica: "Osservo come guardano i compagni, se sono curiosi o gelosi: è lì che capisci chi sono davvero. Le scuole formano ottimi ballerini, ma qui imparano cosa significa affrontare il palcoscenico". Per Carbone, infatti, il talento non si costruisce soltanto attraverso la perfezione dei passi, ma attraverso la capacità di diventare artisti completi. "Oggi un ballerino non può conoscere soltanto il repertorio classico: deve confrontarsi con linguaggi diversi". Un ruolo fondamentale è affidato anche a Orsolina28, luogo di residenza artistica immerso nel Monferrato. "È una realtà speciale di cui l'Italia deve essere orgogliosa. Qui i ragazzi lavorano in un ambiente straordinario, con artisti di livello internazionale". E alla base di tutto resta una visione della danza come percorso collettivo: "Questa, per me, è una grande famiglia. Cerchiamo di costruire un ambiente dove i ragazzi crescano insieme, senza gelosie. La danza richiede tempo, disciplina e pazienza: i grandi ballerini si costruiscono giorno dopo giorno".