CANNETO PAVESE. Non c’era stata alcuna corsa clandestina, né un set da film tra le colline dell’Oltrepò Pavese. A distanza di due mesi dai blitz e dai ritiri di patente che avevano fatto scalpore lo scorso maggio, la vicenda giudiziaria legata alla presunta gara automobilistica illegale lungo la strada provinciale tra Santa Maria della Versa, Montescano e Canneto Pavese è stata archiviata. A chiedere il proscioglimento di 12 indagati è stata la stessa procura con la pm Chiara Giuiusa, richiesta accolta dalla gip Daniela Garlaschelli.

Iscritte nel registro degli indagati c’erano 12 persone, di età compresa tra i 20 e i 47 anni, residenti in diversi comuni delle province di Pavia, Lodi, Milano, Monza, Como, Torino e Venezia, che usavano anche auto di grossa cilindrata. L’inchiesta era partita dopo una notizia di reato trasmessa dai carabinieri. Per tutti l’ipotesi iniziale era la violazione dell’articolo di un articolo del codice della strada, norma che punisce anche penalmente chiunque gareggi in velocità con veicoli a motore. A smontare radicalmente il quadro accusatorio sono stati proprio i riscontri tecnologici. L’analisi accurata delle immagini registrate dalle telecamere comunali e dai lettori di targa ha dimostrato una realtà del tutto differente: le vetture procedevano in fila, senza effettuare manovre azzardate, ingaggiare sfide o compiere sorpassi volti a gareggiare. Il semplice transito in gruppo non costituisce reato, e la procura ha preso atto della totale assenza di testimoni o prove a supporto delle accuse iniziali. A far luce sulla giornata è stata anche la memoria difensiva presentata dagli avvocati Daniele Cei e Carlo Madama, legali di alcuni dei giovani coinvolti. I difensori hanno dimostrato che non si trattava affatto di un evento clandestino, bensì dell’Oltrepò Hills Tour, un raduno amatoriale e non competitivo pubblicizzato apertamente sui social. Nella memoria si evidenzia come i partecipanti sfilassero a velocità moderata, tanto che al seguito vi erano due fotografi per gli scatti del reportage, ed era stata perfino presentata una regolare richiesta d’occupazione di suolo pubblico per il parcheggio finale davanti a un ristorante. Da qui l’archiviazione per tutti e 12 gli indagati.