Ha ricevuto una telefonata da un uomo che si era presentato come maresciallo dei Carabinieri, sostenendo che il marito fosse coinvolto in un furto di gioielli. Dietro quella chiamata, secondo quanto ricostruito dai militari, si nascondeva però un tentativo di raggiro ai danni di una 60enne residente nel quartiere Cà di David, a Verona.L’episodio risale al pomeriggio del 16 luglio, quando la Centrale operativa dei Carabinieri aveva già ricevuto diverse segnalazioni di tentativi di truffa con la tecnica del cosiddetto “finto carabiniere”. Per questo motivo erano stati intensificati i controlli sul territorio, in particolare nelle zone dalle quali erano arrivate le segnalazioni.
La telefonata e il marito allontanato da casa
Secondo la ricostruzione dell’Arma, il falso maresciallo avrebbe spiegato alla donna che il marito poteva essere coinvolto in un furto di preziosi e che, per dimostrare la propria estraneità, avrebbe dovuto raggiungere immediatamente la Stazione dei Carabinieri di via Salvo D’Acquisto.Il truffatore sarebbe riuscito così a ottenere il numero di telefono del marito, contattandolo successivamente e convincendolo a raggiungere la zona della caserma, dove avrebbe dovuto attendere in auto l’arrivo dei militari.Dopo alcuni minuti senza che nessuno si presentasse, l’uomo ha iniziato a sospettare che qualcosa non andasse e ha provato a chiamare la moglie. La linea di casa, tuttavia, risultava continuamente occupata.Nel frattempo il sedicente carabiniere avrebbe continuato a parlare con la 60enne, facendo leva sulla preoccupazione per il marito e convincendola a raccogliere i gioielli presenti nell’abitazione e descriverli uno per uno. Poco dopo le avrebbe annunciato l’arrivo di un collega incaricato di fotografare e “certificare” i preziosi.







