Redis ha pubblicato il 23 luglio sette versioni correttive che coprono tutti i rami supportati, dal 6.2 all'8.8, per due difetti di corruzione della memoria che il progetto descrive come potenzialmente sfruttabili per l'esecuzione di codice da remoto. Entrambi passano dal comando RESTORE, quello che ricostruisce una chiave a partire da un oggetto serializzato. Nessuna delle due catene funziona senza credenziali valide sull'istanza.
Le versioni da installare sono 6.2.23, 7.2.15 e 7.4.10 per i rami pi� vecchi, dove viene chiuso il solo difetto negli Stream. Sui rami 8.2, 8.4 e 8.6 servono rispettivamente 8.2.8, 8.4.5 e 8.6.5, che chiudono sia quel difetto sia le scritture fuori dai limiti dell'area allocata nei moduli RedisBloom e TDigest. La 8.8.1 interviene solo sui due moduli, perch� la protezione sugli Stream era gi� presente nella 8.8.0.
Redis 6.2.22 e 7.4.9 erano le versioni indicate a maggio come approdo sicuro dopo il precedente ciclo di correzioni, e figurano fra i quattro bersagli per cui sono stati pubblicati codici dimostrativi funzionanti. Secondo la verifica sul codice condotta da The Hacker News, le note di rilascio della 8.6.4 citavano la modifica che avrebbe dovuto introdurre il controllo di propriet�, mentre il sorgente etichettato con quel numero ne era privo. La guardia compare per la prima volta nella 8.6.5.








