Accanto alle competizioni importanti fioriscono bandi minori: alcuni a pagamento, altri dalle regole discutibili...di Gianni Boninalunedì 27 luglio 20265' di letturaGrande è stata il 23 agosto dell’anno scorso la sorpresa dei partecipanti al premio letterario di Pescina Apertamente quando nel pomeriggio hanno ricevuto per email (peraltro nella settimana di Ferragosto) il verbale della giuria e i nomi dei vincitori, resi noti appena tre giorni dopo la scadenza del bando. Pochissimi iscritti? Testi esaminati appena pervenuti? L’organizzazione preferisce non spiegare la singolarità. Fatto è che il Premio quest’anno non è stato riproposto. Bisogna essere prudenti con i concorsi letterari “indipendenti” (detti anche “di vanità” essendo l’agone degli autori anonimi), quelli non appannaggio delle grandi case editrici che ne condizionano pesantemente l’esito. Dice Giuseppe Manitta che da dieci anni promuove il Premio Borgese: «Ci sono premi che sono delle vere e proprie truffe. Si dà il premio agli amici e poi si chiedono soldi anche per avere il semplice diploma in pdf, per non parlare della pubblicazione in sé. Ci sono premi dove al primo viene garantita la pubblicazione, ma non gli si danno copie omaggio perché quel povero cristo ne compri un certo numero». La platea dei concorrenti si aggirerebbe tra i 5 e i 7mila, dal momento che la media degli iscritti ad ogni concorso è di 200, e sono sempre gli stessi: un mercato nel quale gli organizzatori si danno molto da fare sfruttando al massimo e gratuitamente i social, rendendo noto il prossimo concorso appena si è concluso il precedente, moltiplicando di anno in anno le sezioni e inviando i nuovi bandi agli iscritti passati persino con email personalizzate. Ingaggiano insomma una sorta di caccia all’autore.ZERO RACOMANDATI