La Cgil porta il progetto del Ponte sullo Stretto davanti alla Corte dei conti chiedendo di verificare se ci sono i presupposti di un danno erariale. Il sindacato guidato da Maurizio Landini ha presentato un esposto alle procure contabili di Sicilia e Lazio e alla Procura generale presso la Sezione giurisdizionale d’appello della magistratura contabile per la Regione Siciliana chiedendo di accertare se nella gestione dell’opera “siano stati impiegati correttamente i soldi pubblici o se, al contrario, esista il rischio concreto che si stia producendo un danno alle finanze dello Stato”. L’iniziativa richiama le criticità evidenziate dalla stessa Corte nell’esame della delibera Cipess, tra cui l’assenza di un costo definitivo dell’opera, i dubbi sul rispetto della normativa europea e il mancato finanziamento di parte delle infrastrutture connesse. Immediata la replica dell’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, che respinge le contestazioni sostenendo che “la società opera nel pieno rispetto delle norme” ed è già sottoposta “a controlli articolati, definiti e trasparenti“, compreso quello della Corte dei conti attraverso il magistrato delegato che partecipa alle riunioni degli organi societari.