27 Luglio 2026 – Lettura: 4 minuti
Il Colle per la destra è diventato un chiodo fisso: da un lato continuano gli assalti a Mattarella, dall’altro si prepara la scalata nel 2029. Ma tra franchi tiratori, Politiche e popolarità del presidente, il pericolo è dietro l’angolo.
Doppia sfida al Quirinale. Il centrodestra ha da tempo avviato una campagna di accerchiamento al Colle più alto della Repubblica con l’obiettivo dichiarato di conquistarlo nel 2029. Due le tattiche: assalto all’attuale inquilino, Sergio Mattarella, e scalata diretta al ruolo di presidente della Repubblica fra tre anni. Entrambe più che legittime, ma con rischi politici abbastanza evidenti, perché a volte in politica la forma è sostanza.
L’obiettivo Colle è a portata di mano
Dunque, ecco la storia. Dalla fine della Prima Repubblica, quando si è trattato di eleggere un capo dello Stato il centrodestra non ha toccato palla. Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, pur se eletti a volte anche con i loro voti, non possono certo definirsi di quella parte politica. Eppure la voglia c’era, e tanta. Silvio Berlusconi, per esempio, ci aveva sperato non poco. Ma la contingenza politica (si è quasi sempre votato quando la maggioranza era di centrosinistra) o l’imperizia strategica (come nel 2022) non hanno mai portato Forza Italia, Lega e FdI al successo. Ora invece, in caso di vittoria alle elezioni, il trofeo è a portata di mano, perlomeno stando ai numeri.







