È di tre arresti in flagranza e due indagati in stato di libertà il bilancio dell’operazione “Butterfly“, condotta dalla Polizia di Stato nel Veneto per contrastare la detenzione di materiale pedopornografico in ingente quantità. L’azione, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia, ha coinvolto soggetti tra i 24 e 52 anni residenti tra Polesine, veneziano e veronese, nell’ambito di una più ampia cooperazione internazionale di polizia.
Le indagini e l’operazione Butterfly
Come indicato dal portale ufficiale della Polizia di Stato, l’operazione “Butterfly” è stata portata avanti dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Veneto, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia. Il coordinamento operativo è stato affidato al Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO) del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, con il supporto delle Sezioni Operative per la Sicurezza Cibernetica di Verona, Vicenza e Rovigo.L’operazione ha preso avvio nell’ambito di una cooperazione internazionale di polizia, con l’obiettivo di contrastare la diffusione e la detenzione di materiale pedopornografico online. Le indagini si sono sviluppate attraverso sofisticate attività di cyber-investigazione, analisi forense dei flussi telematici e incrocio di dati investigativi, oltre ad approfondimenti sulle piattaforme utilizzate per la condivisione di materiale illecito.I soggetti coinvolti e le perquisizioni












