Scende in campo anche l’ambasciatore russo in Italia dopo la scelta della Federcalcio di non affidare la panchina della Nazionale ad Andrea Pirlo. «Sincera e umana solidarietà» è stata espressa da Alexey Paramonov in una lettera aperta nei confronti dell’allenatore, testimonial mondiale dell’agenzia russa di scommesse Fonbet. «Rattrista constatare che, nonostante il suo contributo straordinario allo sport mondiale e all'immagine dell'Italia nel mondo, proprio nel Suo Paese, Lei sia oggi oggetto di ostracismo da parte di un establishment da molti definito “pseudo-democratico”». «Direi che con questa dichiarazione possiamo chiudere l'assurda discussione sull'opportunità di prendere come allenatore della nazionale un signore pagato dai russi». E’ il commento di Carlo Calenda, leader di Azione, che era stato uno dei primi a criticare Pirlo per il suo legame con Fonbet.

Il messaggio dell’ambasciatore conferma come ormai la questione fosse diventata politica e come lo stesso Pirlo forse non abbia compreso appieno che cosa poteva comportare legarsi a Fonbet, nel momento in cui la guerra in Ucraina continua a portare morte e distruzione. L’ex centrocampista ha spiegato nel suo messaggio social che «La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuirle un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono».