Due cittadini stranieri sono stati arrestati a Roma nell’ambito di una vasta operazione di cooperazione internazionale di polizia, coordinata dalla Procura della Repubblica. I provvedimenti restrittivi, emessi rispettivamente dalla Repubblica Popolare Cinese e dalle autorità romene, sono stati eseguiti grazie a un intenso lavoro investigativo che ha coinvolto le forze dell’ordine italiane e i canali di raccordo con le autorità giudiziarie estere.

Il primo arresto: cittadino cinese ricercato per frodi online

Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, l’operazione ha visto la collaborazione tra le autorità italiane e quelle di altri Paesi, sfruttando i consolidati strumenti di cooperazione investigativa internazionale. L’obiettivo era rintracciare e arrestare soggetti destinatari di mandati di cattura europei e internazionali, con l’esecuzione di provvedimenti restrittivi richiesti da autorità estere.Il primo dei due arresti è avvenuto all’interno di una struttura ricettiva nel centro della Capitale. Gli agenti del Reparto Volanti hanno individuato un cittadino cinese di quarantatré anni, destinatario di un mandato di arresto internazionale ai fini estradizionali emesso dalla Repubblica Popolare Cinese. L’uomo era ricercato per reati contro il patrimonio, puniti nel Paese d’origine con l’ergastolo.L’attenzione delle forze dell’ordine si è concentrata sull’uomo dopo un alert giunto alla Sala Operativa della Questura di Roma. Attraverso riscontri nelle banche dati internazionali, è stata confermata la sua identità e la sua posizione di ricercato per la presunta partecipazione a un’organizzazione criminale specializzata in frodi online.Secondo le contestazioni delle autorità cinesi, il gruppo avrebbe orchestrato una complessa rete di truffe tramite piattaforme di gioco online fittizie e falsi investimenti ad alto rendimento. Le vittime, attratte dalla prospettiva di guadagni facili, venivano indotte a investire somme sempre maggiori, fino a trovarsi intrappolate in un sistema che impediva loro di recuperare il denaro versato.L’attività criminale avrebbe coinvolto circa 300mila persone, generando profitti illeciti superiori a 2,6 miliardi di yuan, equivalenti a circa 337 milioni di euro. Una volta accertata la corrispondenza con il ricercato, gli agenti hanno eseguito il provvedimento, trasferendo l’uomo presso la casa circondariale di Regina Coeli. L’arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria, che ha disposto la custodia cautelare in carcere.Il secondo arresto: cittadino romeno condannato per reati contro la sicurezza pubblica