La trasformazione digitale della difesa europea sta spostando il baricentro della sicurezza dal confine fisico della rete alla verifica continua di persone, dispositivi, applicazioni e dati. Cloud militari, reti di comando e controllo, piattaforme ISR, ambienti classificati e supply chain ICT operano ormai come ecosistemi federati tra forze armate, amministrazioni, prime contractor, PMI e partner alleati.Ogni identità digitale diventa così una variabile operativa: il militare connesso da un terminale tattico, il tecnico che interviene da remoto, il fornitore autorizzato per poche ore, il sensore che pubblica telemetria, il workload che interroga un data lake classificato.Zero Trust applica a ciascuna interazione una decisione contestuale fondata su identità, credenziale, clearance, stato del dispositivo, missione e livello di classifica del dato. La NATO ha formalizzato questa traiettoria nella Digital Transformation Implementation Strategy 2.0 del maggio 2026, ancorando la postura cyber dell’Alleanza a Zero Trust, trusted identity and access management e data-centric security. Per Readiness 2030 conta la velocità con cui le forze europee possono condividere informazioni affidabili mantenendo accessi granulari, revocabili e tracciabili.Indice degli argomenti
Difesa europea, il modello Zero Trust per cloud e reti militari - Agenda Digitale
La difesa europea adotta il modello Zero Trust per proteggere identità digitali, dati classificati e infrastrutture federate. Norme europee e strategie militari spingono verso controlli continui mentre industria e supply chain devono integrare accessi granulari, credenziali verificabili e sistemi interoperabili







