Ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti è uno degli obiettivi strategici della strategia digitale dell’Unione europea. Che però sembra andarsi a scontrare con le necessità delle forze armate. Una parte degli apparati militari europei teme infatti che una riduzione troppo rapida del ricorso alle piattaforme tecnologiche statunitensi possa tradursi in sistemi meno avanzati, maggiori rischi informatici e difficoltà nel coordinamento con gli alleati della Nato.A mettere in evidenza le resistenze è il Financial Times, che ha raccolto le valutazioni di alti funzionari della difesa e contractor del settore. Al centro delle preoccupazioni c’è il Cloud and AI Development Act (CADA), il regolamento proposto dalla Commissione europea a giugno nell’ambito del nuovo pacchetto sulla sovranità tecnologica. La normativa punta a ridurre le dipendenze critiche dell’Europa nel cloud e nell’intelligenza artificiale, costruendo contemporaneamente una capacità industriale e infrastrutturale più forte all’interno dell’Unione.La direzione indicata da Bruxelles incontra però, secondo i militari, un problema concreto: nelle applicazioni militari più avanzate la dipendenza dalle tecnologie americane è ormai incorporata in piattaforme, software, capacità di calcolo, gestione dei dati e sistemi d’arma utilizzati quotidianamente dalle forze armate del continente. E sostituire queste tecnologie richiede alternative in grado di offrire prestazioni, sicurezza e interoperabilità comparabili.Indice degli argomenti
Cloud sovrano e difesa europea: il nodo Big Tech Usa
Il piano Ue sul cloud sovrano incontra le resistenze della difesa: pesano gap tecnologico, cybersecurity e interoperabilità con la Nato.







