Due anni fa, nel corso della Convention del Partito repubblicano di Milwaukee, alcuni delegati ed elettori del partito indossavano un cappellino rosso con la scritta «Make gasoline $2.00 again». E durante la campagna elettorale che ha portato Donald Trump per la seconda volta alla Casa Bianca, il presidente aveva promesso più volte che avrebbe portato il costo della benzina sotto i due dollari il gallone, oltre a finire tutte le guerre, in quel caso facendo riferimento all'Ucraina, visto che la guerra in Iran non era ancora iniziata.

A quasi due anni da quella Convention, non solo si trova con due guerre che non sembra riuscire a terminare, ma soprattutto si deve confrontare con il costo della benzina sempre più alto: nell'ultima settimana, dopo che Stati Uniti e Iran sono tornati a bombardare, il costo della benzina è tornato sopra i 4 dollari il gallone.Il problema è particolarmente grave per una questione di tempi: mancano infatti poco più di tre mesi alle elezioni di Midterm e potrebbe proprio essere la benzina a fargli perdere il controllo del Congresso. Infatti, soprattutto nelle aree rurali in cui gli elettori dipendono dalle auto per gli spostamenti e il carburante è fondamentale per i contadini e gli allevatori, gli analisti prevedono che il costo della benzina sia uno dei principali elementi in grado di muovere gli elettori.Il prezzo medio nazionale alla pompa ha raggiunto i 4,11 dollari al gallone, il 4,4% in più rispetto ai 3,89 dollari di una settimana prima, secondo l'associazione automobilistica Aaa. Il rincaro più preoccupante riguarda però il diesel. Secondo l'Energy Information Administration (Eia), l'agenzia che si occupa di monitorare i prezzi del carburante e pubblicare dati statistici sul settore dell'energia, è salito di quasi 34 centesimi in sette giorni, arrivando a 5,13 dollari al gallone, il rialzo settimanale più alto dall'inizio del conflitto a marzo.È il diesel, non la benzina, l'indicatore che gli economisti seguono con più attenzione, perché regola i sovrapprezzi sul carburante che compagnie aeree e aziende di trasporto scaricano sui consumatori in tutta l'economia. Ma a colpire i prezzi sono anche le raffinerie statunitensi, che lavorano già al 96,1% della loro capacità secondo l'Eia, un livello che lascia pochissimo margine per assorbire nuova domanda anche se il greggio dovesse scendere.Le scorte, erose nei primi mesi della guerra per rifornire i mercati europei rimasti tagliati fuori dai fornitori mediorientali, non si sono mai ricostituite del tutto: a Cushing, in Oklahoma, uno dei principali snodi di stoccaggio del paese, i livelli restano ai minimi tecnici dall'inizio di giugno.La riserva strategica di petrolio è scesa a 311 milioni di barili, il livello più basso dal marzo 1983. Il barile di Brent, che venerdì ha chiuso la settimana a 96,68 dollari, conta oggi meno di quanto contava in passato come indicatore diretto per gli automobilisti americani, perché il greggio deve prima passare per raffinerie già sature prima di trasformarsi in benzina o diesel.Anche l'inflazione, ferma a giugno al 3,5%, un dato migliore delle attese, rischia di offrire una tregua solo temporanea: un sondaggio Cnbc ha rilevato che il 37% degli elettori americani usa più spesso la carta di credito per pagare cibo e benzina, il 6% in più rispetto ad aprile. A questo si uniscono i timori della Federal Reserve che continua a pensare che dopo la pausa di giugno, l'inflazione possa tornare vicina al 4%, due punti percentuali sopra il target.Per questo i mercati sono sempre più convinti che la banca centrale possa fare un rialzo dei tassi, con buone probabilità già a settembre. C'è infine la questione della percezione, rispetto ai dati reali. E qui un sondaggio di Politico mostra come Donald Trump sia in una condizione più difficile di quanto possa pensare: tre americani su cinque credono che il costo della benzina sia salito più di quanto confermato dai dati.Un'analisi di Bloomberg del settembre del 2024 mostra come il prezzo della benzina sia fondamentale per gli americani: in quell'occasione la maggior parte degli elettori in dieci diversi stati in bilico aveva risposto che il carburante «è il prezzo più visibile nella vita». In quel caso, nonostante i costi fossero vicino ai 3,20 dollari al gallone, non erano bastati a far vincere Kamala Harris.