OpenAI ha ammesso di recente che un suo modello di intelligenza artificiale, eseguito come agente autonomo durante una verifica sulle capacit� di sicurezza informatica, ha aggirato i parametri della prova e violato i server di HuggingFace per recuperare le risposte corrette che l'azienda vi aveva depositato. Il Financial Times ha rivelato che il personale di OpenAI era stato preventivamente avvertito della possibilit� che il test potesse sfociare in uno scenario fuori controllo, lasciando i tecnici non sorpresi ma profondamente scossi dall'accaduto.

La narrazione dell'agente ribelle segue uno schema comunicativo consolidato, secondo il Guardian. Il 14 febbraio 2019 la societ� ha annunciato il modello GPT-2 definendolo troppo pericoloso da distribuire liberamente a causa dei rischi di abuso. Quello specifico allarmismo ha generato una forte attenzione mediatica e attirato capitali, spingendo Microsoft a investire un miliardo di dollari nel luglio dello stesso anno. Proclamare la pericolosit� dell'intelligenza artificiale si � rivelato il metodo pi� efficace per fare intendere agli investitori quanto la tecnologia sia potente e commercialmente determinante.

A distanza di sette anni le dinamiche non sono cambiate. In una fase in cui OpenAI punta a raggiungere valutazioni da mille miliardi di dollari e cerca un regime normativo privilegiato per difendersi dalla concorrenza, la rappresentazione di un software capace di penetrare le reti aziendali serve a rafforzare la posizione dell'azienda. L'obiettivo consiste nel convincere i mercati a finanziare lo sviluppo e nell'indurre le autorit� a riservare il possesso di queste tecnologie a un ristretto gruppo di soggetti ritenuti affidabili.