Nelle ultime settimane l'Ucraina ha fatto progressi lenti nel suo percorso verso l'adesione all'UE, aprendo due dei sei cluster negoziali, pur dovendo ancora fronteggiare resistenze a un'accelerazione del processo. Ora però si trova di fronte a un'altra complicazione: la Serbia.

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I passi avanti dell'Ucraina nell'apertura di altri cluster, in parallelo con la Moldova, sono stati possibili solo dopo la pesante sconfitta elettorale subita da Viktor Orbán in aprile.

Il nuovo primo ministro ungherese, Péter Magyar, ha avviato i lavori per risolvere le questioni bilaterali con Kiev sul trattamento della minoranza ungherese in Transcarpazia, ma ha comunque dato il via libera all'apertura dei cluster su stato di diritto e politica estera.

Allo stesso tempo Budapest ha resistito alle pressioni per aprire subito tutti e sei i cluster, preferendo un approccio graduale per rendere la questione più digeribile a livello interno dopo anni di propaganda anti-ucraina sotto Orbán.