Se due indizi fanno una prova, la netta volontà di re Carlo III di ricucire i rapporti con il figlio Harry è dimostrata dall’invio di un secondo invito affinché il principe decida di soggiornare a Buckingham Palace, nel suo prossimo viaggio a Londra. Il duca del Sussex è atteso in Inghilterra in settembre, quando si terrà l’appuntamento annuale con la sua associazione benefica Well Child e di nuovo, il ministero dell’Interno potrebbe decidere di non garantirgli la scorta per la quale si batte, invano, da quando ha smesso di far parte della famiglia reale “con ruoli attivi per la corona”.

Nel suo recente viaggio, che lo ha visto spostarsi tra Londra e Birmingham, con una tappa ad Highgrove, Harry si è visto negare la sicurezza pagata dallo Stato e ha dovuto provvedere di tasca propria. Per ovviare al problema e garantirgli un posto sicuro dove stare, il sovrano gli aveva offerto una stanza a Buckingham Palace, là dove la sicurezza dovrebbe essere più alta che altrove, ma il combinato disposto di due fattori hanno fatto sì che quell’invito fosse ritirato in extremis. Da una parte ci fu la tardiva risposta da parte dello staff dei Sussex che non aveva permesso alla corona di organizzare per tempo il personale e l’accoglienza a corte, dall’altra, a giocare a sfavore delle buone intenzioni del re, giocò la concomitanza con la lettura della sentenza dell’Alta Corte di Londra che si doveva pronunciare sulla causa intentata da Harry (e altri vip) contro l’editore del Daily Mail. Il re non poteva permettersi di avere le telecamere e l’attenzione di sudditi e media davanti ai cancelli del palazzo più iconico della corona, nel giorno in cui il figlio incassava la sconfitta in aula.