Il nostro “piccolo pianeta bisognoso di cura” è a un bivio. Ha di fronte a sé un futuro (e un presente) dal clima soffocante oppure può affidarsi alle fonti rinnovabili sfuggendo alle sirene del nucleare, assai più costoso di sole e vento. Può scegliere la strada di un’intelligenza artificiale confinata nelle mani di un manipolo di tycoon o quella di un sistema informatico aperto a tutti i contributi, privo di segreto industriale, capace di ridistribuire i guadagni fra tutti.

«Non sappiamo se il progresso che abbiamo vissuto fino a oggi proseguirà ancora in futuro o se subirà un crollo nel secolo che stiamo vivendo», è il monito di Giorgio Parisi, che ha dedicato alla Terra, «un’astronave che viaggia nello spazio con risorse limitate», il suo ultimo libro: Il nostro futuro su un piccolo pianeta bisognoso di cura, in uscita il 31 luglio per l’editore Castelvecchi. Premio Nobel per la Fisica nel 2021 e membro dell’Accademia dei Lincei, Parisi parte dalla scienza e abbraccia la politica. I tre saggi che compongono il libro – dedicati a clima e ambiente, intelligenza artificiale e futuro dell’energia, incluso il ruolo del nucleare – sono frutto della sua passione civile. Hanno visto la luce fra le pagine della rivista Alternative per il socialismo, a partire dalla relazione sul nucleare per il Parlamento o dal manifesto per promuovere un centro di ricerca europeo per l’intelligenza artificiale sul modello del Cern.