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La battaglia è la stessa, ma l’intenzione, stavolta, è di affondare il colpo con un ricorso che punta dritto a Roma. Terreno di scontro, il Fondo di solidarietà comunale (Fsc), ossia il principale trasferimento statale destinato ai municipi, con un riparto delle somme che, ricorda l’Anci Sicilia, «continua a basarsi in larga parte sulla spesa storica e non sui fabbisogni standard, determinando per l’Isola un ammanco complessivo di almeno 200 milioni di euro l’anno: un errore perpetuato nel tempo, che nel complesso ammonta sicuramente a più di un miliardo».
Parola del segretario generale dell’associazione, Mario Emanuele Alvano, che insieme al suo staff sta preparando un documento con i calcoli esatti del deficit, in totale e per ogni singolo ente locale, con una quota che, a spanne, potrebbe arrivare fino al miliardo e mezzo, considerando che l’anomalia, riscontrata di recente anche dal ministero dell’Economia, va avanti da otto anni, anche se le quote del Fondo non sono state sempre uguali.
Quel che è certo è che stavolta, rimarca Alvano, «impugneremo il nuovo decreto, tanto che abbiamo già studiato la strategia con i legali. Stiamo valutando l’opportunità di coinvolgere pure alcuni dei Comuni che hanno ricevuto un danno». L’intenzione è anche quella di realizzare un portale ad hoc, dove ogni ente potrà osservare la differenza tra quanto avrebbe potuto incassare in teoria e le liquidità realmente percepite, in un confronto che di sicuro lascerà scontenti «la maggior parte dei municipi siciliani».







