Marco Oliva, 29 anni, non ha mai lasciato le ambulanze di Humanitas FirenzeRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl volontariato lo scoprì dieci anni fa grazie al Servizio civile; e da allora Marco Oliva, 29 anni, non ha mai lasciato le ambulanze di Humanitas Firenze.

Perché? "In quei momenti dove staresti a casa, invece di rimanese senza far nulla, vai a dare il tuo tempo per fare cose utili a chi ne ha bisogno ma anche a te stesso: si creano amicizie, si impara a fare comunità, si apprendono competenze importanti, per esempio a fare una manovra di salvataggio al bisogno".

Perché c’è un calo dei giovani tra i volontari? "Uno dei motivi è che già tra le nuove generazioni c’è meno voglia di lavorare; figuriamoci fare una cosa che è gratis e che comunque è fatica anche se dà tanto. Certo, ci si diverte anche, si sta insieme, ma bisogna essere pronti a scattare, estate o inverno, qualsiasi clima. Preferiscono andare in discoteca o a fare serata, e sparire tutta l’estate al mare, piuttosto che dedicarsi al volontariato. Poi è cambiato anche il mondo del lavoro: non c’è più l’impiego fisso con orario 9-17 ed è più difficile programmare".

Lei riesce a ritagliarsi del tempo per amici e serate? "Certo, ma se prendi l’impegno di essere di turno, non lo puoi mollare perché c’è una serata. Il volontariato ti insegna anche questo, la costanza".