Questa è “Non ho capito”, la newsletter di Linkiesta che ogni sabato mattina alle 7 rimette in ordine la notizia di cui parlano tutti e spiega perché i giornali ne parlano. È curata da Andrea Fioravanti. Finora abbiamo parlato del caso Garlasco, dell’hantavirus, di Magnifica Humanitas, dei Mondiali di calcio, dello scontro tra Meloni e Trump, di Marine Le Pen e dei lefebvriani. Se vuoi iscriverti, clicca qui.
Qual è la notizia?
Domenica 19 luglio, alle 12.53, Abderrahim Fakir, un uomo di 42 anni di origine marocchina, è stato dichiarato morto nel cortile dei garage del civico 6 di via Italo Svevo, al Pilastro, periferia nord-est di Bologna, dopo essere stato immobilizzato da due poliziotti. La prima chiamata di emergenza era arrivata alle 11.59. Fakir appariva agitato e disorientato. I due agenti, di 23 e 28 anni, hanno cercato per circa mezz’ora di calmarlo mantenendosi a distanza; quando l’uomo è entrato in contatto con due uomini vicino a un’automobile, gli agenti sono intervenuti, hanno usato lo spray al peperoncino e lo hanno immobilizzato a pancia in giù, con le braccia legate dietro la schiena e le caviglie serrate da una fascetta di plastica. Nel video girato da una residente e diventato virale, Fakir ripete «aiuto» e «basta», poi smette di muoversi. Altri filmati, compreso quello registrato dalla bodycam privata indossata da uno dei poliziotti, mostrano ciò che era accaduto prima e i successivi tentativi di rianimazione, eseguiti almeno inizialmente mentre l’uomo era ancora legato.






