West Nile virus: si è registrato nei giorni scorsi a Napoli il primo caso del 2026 della forma neuroinvasiva dell’infezione. Il paziente è 77enne giunto al pronto soccorso del Cto con febbre e altri sintomi neurologici riconducibili al sospetto di infezione. Il presidio dell’Azienda dei Colli, da alcuni anni, ha attivato un protocollo ad hoc per la conferma diagnostica che si basa già in pronto soccorso su esami del sangue e la rachicentesi (puntura lombare) per l’analisi del liquido spinale. Esami che hanno dato esito positivo. Dopo le prime cure presso il presidio dei Colli Aminei il paziente, residente a Marano, è stato trasferito al Cotugno dove sono state approfondite le indagini alla ricerca dell’Rna virale. Le sue condizioni cliniche sono poi rapidamente migliorate e dovrebbe essere dimesso già oggi.
Gaiola, a Napoli salvata tartaruga marina in difficoltàSi tratta del sesto caso sintomatico registrato in Campania in questa torrida estate 2026, quasi tutti provenienti dalla zona di Caserta: uno da Casapesenna, un secondo sa Grazzanise, il terzo a Castelvolturno, il quarto nella zona sud di Napoli, il quinto tra Casal di Principe e Formia. Un sesto caso sospetto ai sintomi e alla sierologia è poi risultato negativo all’Rna, è stato registrato nel salernitano. La prevenzione I dipartimenti di prevenzione delle Asl competenti hanno avviato le indagini epidemiologiche per verificare l’eventuale soggiorno dei pazienti nelle zone di maggiore presenza storica del virus, in particolare la zona del litorale domizio e dei Regi Lagni fino al basso Lazio, l’agro nocerino sarnese e la valle del Sele. Tutte aree a rischio per la presenza di acquitrini. Quest’anno molti Comuni hanno preventivamente effettuato disinfestazioni dalle zanzare e in alcuni casi coinvolto i privati e gli operatori delle campagne.Dopo mesi di silenzio in Campania il virus West Nile, trasmesso dalla zanzara comune Culex, si riaffaccia dunque improvvisamente sui radar delle Asl. Abbastanza per alzare il livello di allerta. Dei 151 casi registrati nel 2025 ben 60 furono rilevati in provincia di Caserta, 1 nella provincia di Avellino, 10 a Napoli città, 9 a Napoli nord, 42 a Napoli sud e 5 nella provincia di Salerno di cui 13 mortali concentrati nella zona del casertano. I casi in Italia In tutta Italia lo scorso anno furono 502 i casi, la metà circa si manifestarono nella forma neuro-invasiva, 40 quelli asintomatici identificati in donatori di sangue, 226 casi con febbre (di cui 1 importato dal Kenya), 5 asintomatici e 5 sintomatici. Furono 34 i decessi (tre in Piemonte, uno in Lombardia, uno inEmilia Romagna, 14 nel Lazio, 13 come detto in Campania, 2 in Calabria). Nel 2026 sono finora 23 i casi confermati in 17 aree al 20 luglio 2026. Nel casertano è in corso la sistemazione di trappole per catturare le zanzare ed isolare il virus e sono attivi i rilievi sulla fauna selvatica da tenere sotto controllo (cavalli, gazze, ghiandaie, cornacchie, gufi, allocchi, civette, barbagianni). Come difendersi «Per prevenire l’infezione – spiegano i sanitari del Cotugno - rimane fondamentale utilizzare forme di protezione individuale (usando repellenti, indossando abiti idonei come pantaloni lunghi e maglie a maniche lunghe) e strutturale (per esempio usando zanzariere alle finestre, bonificando l’ambiente circostante)». A trasmettere il virus è sempre la zanzara comune, la Culex pipiens. Una zanzara che col caldo e i cambiamenti climatici ha una stagione riproduttiva sempre più lunga.Napoli, rissa nella notte al Vasto e sangue sul marciapiede in via GenovaLa buona notizia è che 8 persone su 10 non hanno nemmeno sintomi. In altri casi può manifestarsi con una febbre di tipo influenzale che non guarisce. «I problemi veri, con le forme neuroinvasive – spiega Vincenzo Di Sarno, primario del pronto soccorso del Cotugno - arrivano in meno dell’1% dei casi: encefaliti, paralisi, forme neuroinvasiveche possono essere fatali. A pagare il prezzo più alto sono gli anziani e le persone fragili. È bene chiarire che l’infezione non si trasmette da persona a persona».







