di

Flavio Vanetti

Lo spadista, che ha perso 11-12 contro Lucas Malcotti, racconta la sua carriera e il suo futuro a Milano. «Ho deciso di lasciare Roma per crescere»

HONG KONG – Davide Di Veroli, lei ha al collo un argento mondiale che avrebbe però potuto essere un oro. Tutto bello e gradito, però, insomma…«Sì, è un peccato. L’oro è sfumato per una sola stoccata, tuttavia sono ugualmente molto contento. È stata una stagione lunga e impegnativa, soprattutto a livello fisico. Oggi ho vissuto una grandissima giornata sin dal primo match. Ho faticato praticamente sempre, dai trentaduesimi fino alla finale. Però il fatto che siano stati tutti match combattuti dà un ‘quid’ in più a questo argento».Lei si è dimostrato l’uomo delle rimonte. Ma nella finale, dopo fasi punto a punto, non è riuscita quella estrema per recuperare il vantaggio che Lucas Malcotti aveva preso. Lo svizzero ha tenuto ed è stato bravo a resistere.«Lucas è in gamba, è uno schermidore molto, molto solido. Per quanto riguarda invece le rimonte precedenti, sono arrivate per un insieme di cose, partendo dalla grande voglia di vincere ma aggiungendo anche un briciolo di fortuna: la buona sorte ci vuole sempre e aiuta»...Però la fortuna l’ha avuta anche il suo avversario: alla fine, visto l’11-12 conclusivo, pesa moltissimo quel colpo al polso, non raro nella scherma ma comunque un po’ fortunoso. E hanno inciso pure le tre botte al piede che le ha tirato.«Sì, però tutto fa parte dell'assalto, fa parte delle regole del gioco».Nel match dei quarti con il giapponese Matsumoto era sotto 8-12 a 21 secondi dalla fine: che cosa passa per la testa in quei momenti?«Nella mia testa c'era che volevo vincere il match, a prescindere dal tempo che mancava sul tabellone o dal punteggio. Ho pensato: l'assalto o finisce a 15 o finisce quando il tempo scade. Quindi mi sono detto: "Fino a che lui non arriva a 15, o finché non scade il tempo, io continuo ad andare avanti"».Possiamo parlare di un mezzo miracolo?«Sì. E come dicevo prima, hanno fatto la differenza il desiderio di ribaltare la situazione e la mano della fortuna».