I quattro chilometri di frattura nella roccia che a fine gennaio hanno squarciato la collina di Niscemi hanno portato alla luce una storia infinita di paralisi amministrative, in cui si erano impantanati anche i fondi contro il dissesto idrogeologico approvati fin dalla frana del 1997.La premier Giorgia Meloni è volata in Sicilia tre volte per garantire di persona che i nuovi finanziamenti per le opere (75 milioni di euro, affiancati da altrettanti per il sostegno diretto alla popolazione) non avrebbero seguito la stessa sorte dei loro predecessori, anche grazie all’impegno del Capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, nominato commissario straordinario. E sul passato è stata aperta un’indagine dalla Procura di Gela, che ad aprile ha iscritto nel registro degli indagati per disastro colposo 13 persone, tra cui gli ultimi quattro presidenti della Regione Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, l’oggi ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci e l’attuale governatore Rosario Crocetta.

I numeri della spesa

Ma le piccole o grandi Niscemi, in Italia, sono migliaia. Ognuna con i suoi progetti risalenti negli anni, e gli stanziamenti spesso annunciati in pompa magna dopo una calamità e poi naufragati nelle paludi delle mancate realizzazioni.