di
Gian Antonio Stella
L’8 agosto saranno settant’anni dal disastro di Marcinelle, tappa di una lunga storia di catastrofi spesso dimenticate. Courrières, Hillcrest, Cherry: così morivano i minatori. Tanti erano italiani, e ancora bambini
«Un terribile scoppio di grisou è avvenuto stamane nella miniera di carbone di Courrières. È impossibile calcolare il numero delle vittime anche approssimativamente, ma si sa che 1.800 operai minatori discesero stamane nei tre pozzi che furono teatro della catastrofe... I tre pozzi sono ora trasformati in altrettanti bracieri ardenti. La cosa fa raccapriccio solo a pensarvi».
Sono passati 120 anni da quell’apocalisse raccontata in prima pagina sul «Corriere della Sera» del 10 marzo 1906. E sarebbe un delitto, a pochi giorni dalla commemorazione dei 70 anni dalla sciagura di Marcinelle dell’8 agosto 1956, in cui morirono 262 poveretti dei quali 136 italiani, non ricordare quella che fu la catastrofe mineraria più grave d’Europa e dell’Occidente. Furono 1.199, secondo «Le Petit Parisien», le vittime dei crolli. Tra cui duecento immigrati italiani, pare, anche se la prima stima non fu confermata mai, e «302 ragazzi dai 13 ai 18 anni».






