“Se la legge elettorale imporrà l’indicazione del candidato premier, noi scioglieremo la questione con le primarie“. Lo afferma Goffredo Bettini, storico dirigente del Pd e teorico del “campo largo”, come è stato battezzato da lui, intervenendo a Il caffè della domenica, su Radio24. Bettini spiega di essersi dedicato soprattutto “a questo lavoro di costruzione, di tenere un po’ le fila di questo nostro campo che ha bisogno di essere sempre più unito, sempre più in amicizia. Ma le cose sono un po’ complicate“. Alla domanda della conduttrice Maria Latella su chi dovrebbe prevalere tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, nel caso in cui l’attuale proposta di legge elettorale passasse e obbligasse a indicare il candidato premier sulla scheda, Bettini risponde senza esitazioni: “Questa legge elettorale dovrebbe essere spazzata via perché ha già dimostrato le divisioni della maggioranza. Ma se questo schema un po’ presidenziale dovesse passare al Senato, con o senza le preferenze, certamente saremmo obbligati a fare una scelta di popolo e quindi a ricorrere alle primarie. È difficile che, prima del voto e senza le primarie, il segretario di un partito possa dare fiducia a tavolino al segretario di un altro partito”.
Campo progressista, Bettini: "Il candidato premier si sceglie solo con le primarie, così nessun elettore si ingrugna"
"Il candidato premier del campo progressista? Se passa questa legge elettorale e se viene designato a tavolino, non funziona. Servono le primarie". Bettini lancia il voto popolare come unico antidoto agli 'ingrugnamenti' degli elettori di centrosinistra. Poi elogia Onorato, ritratto come figura necessaria per allargare il consenso ai centristi - Il video










