ROVERETO. Tra numerose riconferme e una decina di posti ancora vacanti su tutta la Provincia, sono soltanto tre i cambi al vertice degli istituti scolastici di Rovereto per il nuovo anno. In vista dell'imminente pensionamento del dirigente Giuseppe Santoli, dal primo giorno di settembre l'ufficio di presidenza del "Fontana" sarà occupato da Paola Baratter, già preside del liceo "Prati" di Trento. Michele Rosa si trasferirà all'istituto comprensivo di Taio, ma per la nuova nomina alla direzione dell'Ic "Rovereto est" si dovrà ancora attendere. Cambio anche al liceo "Rosmini", dove Paolo Pendenza lascerà il timone alla ex dirigente del "Martini" di Mezzolombardo, Valentina Zanolla, per spostarsi a sua volta al "Marie Curie" di Pergine.
Con una carriera iniziata in qualità di docente di matematica, dieci anni da preside al "Degasperi" di Borgo Valsugana, gli ultimi sette anni in veste di dirigente dello storico liceo di corso Bettini (e dal 2018 al 2024 nel ruolo di presidente per il Trentino dell'Associazione nazionale presidi), Paolo Pendenza traccia ora un bilancio della sua esperienza roveretana.
Dirigente, quali passaggi reputa più importanti di questi suoi anni al liceo Rosmini?
«In questi sette anni sono successe veramente tante cose, a partire dal Covid, quando ero appena arrivato, poi i fondi del Pnrr, i progetti internazionali, il passaggio alle "aule disciplinari" con il modello Dada School, fino all'introduzione recentissima della settimana corta. Posso dire che è stata un'avventura che abbiamo portato avanti insieme, io con i docenti e con tutto il personale, sia nei momenti di tensione sia nelle fasi costruttive. Abbiamo anche festeggiato l'anniversario dei 350 anni del liceo con un convegno al teatro Zandonai che ha offerto alla cittadinanza una riflessione sulla scuola a 360 gradi. In questi anni posso dire di essere sicuramente cresciuto tanto, sia come persona che come dirigente».










