Sospiri di sollievo, un po’ di fresco sotto le piante ritrovate e festa grande per la restituzione del Parco "Giovanni Falcone e Paolo Borsellino" alla città di Latina. Accade in queste ore, dopo oltre due anni e mezzo di lavori (novecento giorni, per la precisione), critiche, polemiche e sei milioni di euro spesi per opere, come la recinzione, in parte già realizzate.
In migliaia sono accorsi alla cerimonia di riapertura di quel verde pubblico conosciuto come “i Giardinetti”. Famiglie curiose e bimbi cresciuti ma sempre contenti di poter montare ancora i cavalli rampanti delle giostre, salire sui jet da guerra firmati dalla pace torrida di un luglio che non lascia tregua dall'afa. Al di qua dei nuovi cancelli, ecco la sindaca, Matilde Celentano, la prefetta, Vittoria Ciaramella, l'alzabandiera militare, la posa della corona d'alloro ai Caduti e la benedizione a tutti di don Luigi Recchia. Quindi, il taglio del nastro e via, di nuovo, tutti dentro quel polmone verde, off limits per quasi tre estati. Infine, nei pressi del monumento ai caduti, ecco inaugurato “Largo Fernando Bassoli”, lo spazio adiacente ai busti di Mazzini e Garibaldi, intitolato al repubblicano che è stato il primo sindaco della città, dal 1946 al 1951, lo stesso sotto il quale, un decreto luogotenenziale cambiò il nome del capoluogo pontino, da Littoria a Latina.








