Per il momento non è prevista una data di arrivo in Europa della nuova funzione presentata da Google, che solleva molti dubbi sulla privacy

Google lo dipinge come un sistema efficiente e veloce per recuperare il proprio account, molti utenti online però si interrogano sulle ricadute che avrà la nuova funzione sulla privacy. Giovedì la multinazionale ha presentato un nuovo metodo di accesso ai propri servizi: gli utenti possono registrare un breve video del proprio volto, che può essere usato per confermare la propria identità quando dimentichiamo la password o accediamo da un computer o uno smartphone diversi da quelli abituali. Questa verifica biometrica si aggiunge alle opzioni di sicurezza per il recupero dell’account già previste da Google, come le passkey e i contatti di recupero. Registrare un video del proprio volto però significa condividere ulteriori informazioni personali con l’azienda, che potenzialmente può già memorizzare il numero di telefono, la cronologia delle ricerche sul browser, i contenuti delle mail che inviamo tramite Gmail, i video che guardiamo di solito su YouTube o le foto salvate su Google Foto per riconoscere volti e luoghi.L’azienda presenta così la nuova funzione: «Il tuo account Google contiene molte informazioni preziose, dalle foto a cui tieni di più alle mail e ai documenti importanti. Vogliamo sempre garantire che tali informazioni rimangano private, al sicuro e facilmente accessibili per te: ecco perché ti consigliamo di configurare più metodi di accesso. Oggi aggiungiamo un nuovo modo per effettuare l'accesso: il video selfie».Il nuovo sistema sta entrando in funzione negli Stati Uniti, mentre al momento non è prevista una data per il lancio in Europa.