I motori del nuovo Rimini tornano finalmente a girare. Nel giorno della presentazione sono stati svelati i volti e i ruoli di chi ha deciso di rimettere in carreggiata il pallone in città. Nessun colpo di scena sulle gerarchie, ma tanta curiosità attorno al gruppo di imprenditori che ha scelto di metterci la firma e la faccia.

Il nuovo corso parte con l’avvocato Marco Lombardi al timone, affiancato dal vicepresidente Giuliano Lanzetti e dal direttore generale Massimiliano Alvisi. L’area commerciale fa capo ad Antonio Cocciolo, con le questioni contabili affidate a Fabio Fraternali. Tasselli che completano la spina dorsale sportiva (praticamente un Grassi-bis) composta da Pietro Tamai alla direzione sportiva, Marco Mercuri in segreteria, Aldo Righini alla guida del settore giovanile. E Roberto Benedettini a fare da supervisore al vivaio.

Riaprire i cancelli significa ripartire dalle basi. A rimettere ordine nei faldoni della burocrazia rientra Mercuri: "Ero andato via un anno fa, poi sappiamo com’è andata. Sono felice di essere tornato. Non vediamo l’ora di respirare di nuovo l’aria dello stadio". Il vero battito del progetto batte però nel settore giovanile, bussola per il futuro affidata a Righini: "Tornare qui dopo otto anni fa un certo effetto. Rimini è piena di talenti: il nostro compito è non farli scappare altrove".