Alleanza tra gli imprenditori locali e i fratelli Carnevali. Ma il Comune dovrà attendere l’ok della FigcRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDalle ceneri del calcio biancorosso si leva un segnale di fumo che sa di tregua e, forse, di una svolta epocale. Quella Rimini tradizionalmente refrattaria al gioco di squadra fuori dal campo, specchio di un campanilismo interno capace di logorare anche i progetti più nobili, sembra aver trovato il suo punto di fusione. Le distanze apparentemente incolmabili tra lo zoccolo duro del gruppo riminese guidato da Orfeo Bianchi e Giuliano Lanzetti, e la visione aziendalista dei fratelli Giovanni e Roberto Carnevali, si sono accorciate fino a fondersi per ridare vita al Rimini post fallimento. Preferendo il pragmatismo di un’alleanza inedita al rischio di un duello sotto il sole di giugno, che avrebbe finito per far affondare la nave prima ancora di lasciare il porto.
Il nuovo corso ammicca dichiaratamente al ’modello Sudtirol’. Un’architettura societaria dove la frammentazione cede il passo a una governance condivisa: oltre una decina di imprenditori pronti a fare quadrato attorno al club, con un consiglio di amministrazione compatto a cui sarà affidata la cabina di regia. Da questo nuovo scacchiere si sono invece sfilati Paolo Carasso e Paolo Maggioli. I due pesi massimi del basket locale, dopo una prima fase di studio ravvicinato, hanno preferito fare un passo di lato, lasciando la scena alla neonata coalizione.







