SALGAREDA (TREVISO) - E' alta oltre 55 metri la statua della Madonna in costruzione a Konotopie/ Kikół, in Polonia. Questo monumento mariano più alto in Europa, superiore anche alla statua del Cristo che domina Rio de Janeiro, è stato costruito con l'apporto di Arbloc srl, impresa di Salgareda specializzata nella produzione di casseforme. Da circa un anno dallo stabilimento che si trova nella zona industriale di Campodipietra è partito ogni settimana un camion con le casseformi dirette in Polonia.
«GRANDE ORGOGLIO» «Per tutti noi di Arbloc è motivo di profondo orgoglio aver contribuito a realizzare quest'opera» dice il titolare Giorgio Piovesan. «Tanto più – aggiunge – che per noi è stata la prima volta in cui ci siamo misurati con un'opera d'arte scultorea, le nostre casseformi sono peraltro molto utilizzate in edilizia, all'estero e in Italia».L'impresa è riuscita ad ottenere la commessa sbaragliando un concorrente tedesco, proponendo una tecnologia diversa e, soprattutto, assicurando che i tempi sarebbero stati rispettati. Il monumento alla Madonna sarà inaugurato il 15 di agosto, solennità dell'assunzione di Maria. L'iniziativa è stata promossa dal multimilionario Roman Karkosik, di 73 anni insieme alla moglie Grazyna.A quanto è dato sapere l'uomo era stato dato per spacciato dopo un intervento chirurgico. Inspiegabilmente egli si era ripreso e in segno di ringraziamento aveva deciso di realizzare il monumento mariano. Il contributo di Arbloc ha riguardato la progettazione e la realizzazione delle casseforme speciali necessarie alla costruzione della statua. Si tratta di un passaggio tecnico fondamentale: le casseforme hanno permesso di trasformare forme scultoree complesse e superfici tridimensionali in elementi realizzabili in calcestruzzo. La statua è stata realizzata mediante getto in opera, utilizzando le casseforme prodotte dall'azienda salgaredese. LE MANI Fanno eccezione le mani, anch’esse realizzate con casseforme Arbloc, ma gettate fuori opera e poi posizionate sulla statua. Questa scelta ha consentito di gestire con maggiore precisione una parte molto delicata dell’opera, sia per dimensioni sia per complessità geometrica.«Per un’opera di queste dimensioni non era possibile ricorrere a soluzioni standard. Ogni parte ha richiesto uno studio specifico delle geometrie, della suddivisione degli elementi, delle modalità di produzione e delle tolleranze necessarie in fase di assemblaggio e getto. Il lavoro di Arbloc si è quindi inserito in una fase determinante del processo costruttivo, mettendo a disposizione l’esperienza maturata dall’azienda nel realizzare casseforme su misura per opere architettoniche e strutturali complesse – aggiunge Giorgio Piovesan -. La statua è stata raccontata da diversi media europei come una delle opere mariane più alte e significative oggi in costruzione. Per Arbloc rappresenta una case history di particolare valore».










