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Messaggio contro ogni mafia, anche quella che tenta di infiltrarsi subdolamente nelle nostre zone come hanno rilevato recenti semestrali della Dia. Si è svolta ieri mattina l’intitolazione del parco pubblico delle Collinette, a Santa Maria, alla memoria, al coraggio e al sacrificio di Emanuela Loi. Allo svelamento del cartello in suo nome, sulle note dell’Inno di Mameli, erano presenti il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi, il questore di Firenze Fausto Lamparelli, la vice Prefetto aggiunta Maria Trimboli, le più alte cariche delle forze dell’ordine, l’assessora alla legalità, Valentina Torrini, l’ex consigliere comunale Federico Pavese, la Polizia locale, tante associazioni cittadine, tra gli altri una rappresentanza dell’associazione nazionale Polizia Penitenziaria (Anppe) con il Gonfalone della città di Firenze, le Pubbliche Assistenze Riunite Empoli, i sindacati, rappresentanti della giunta e del consiglio comunale di Empoli e la comunità, sensibile e attenta.

Emanuela Loi è stata una delle prime donne poliziotto italiane a far parte di una scorta e la prima donna della Polizia di Stato italiana a cadere vittima per mano della mafia. La sua morte è avvenuta nella strage di via D’Amelio a Palermo, nell’attentato al magistrato Paolo Borsellino da parte di Cosa Nostra il 19 luglio 1992. "Aggiungiamo un capitolo alle storie significative che sono legate alla nostra toponomastica", ha affermato Mantellassi. "Nella storia di Loi – ha proseguito il sindaco – c’è un senso civico profondo". "Per me fare antimafia è soprattutto questo – ha detto non a caso da parte sua Valentina Torrini –: lavorare sulla consapevolezza collettiva, prendere consapevolezza di cosa sono le mafie, di come lavorano e dotarsi di maggiori strumenti di libertà per il futuro".